03/12/2010

un guardaroba personale

Il mio guardaroba è ricco di estrosità ma, con quello che acquisterei, lo sarebbe di più. I miei pantaloni sono spesso jeans: chiari, scuri o, con tasche laterali in tela. Le mie scarpe preferite, sono nere, come la vernice delle macchine; sono belle a vedersi, a stivaletto e quando le pulisco non nascondo un inevitabile piacere. a farle concorrenza, però, c'è l'intramontabile scarponcino Timberland, da indossare sopra i pantaloni. le scarpe sportive sono quelle dell'ADIDAS; la linea porche per l'esattezza, ne ho più di un modello. Mi vesto spesso con magliette a maniche lunghe, indossandone una, sopra a maniche corte. Il mio pezzo forte sono: occhiali e cappelli. Occhiali scuri di vario genere, in quest'ultimo periodo a goccia o a mascherina. Il cappello stile Freddy Krugher nero, è quello che preferisco, ma, ne ho una varia collezione di modelli. immancabili sono: gli abiti eleganti: uno nero, uno gessato e uno grigio scuro, da indossare tutti, con una maglietta a maniche lunghe; anche con camicia e cravatta, ma, per le occasioni speciali. Il mio cappotto preferito è a doppio petto nero, con bottoni color oro a mezzo busto. Ornamenti sempre sobri: un bracciale, una collanina estiva, un orologio d'oro con quadrante nero. Se dovessi scegliere altri capi di abbigliamento punterei sulle marche e sulle firme della moda: Armani, Cavalli; Richemond, Versace, D&G, Sisley, Benetton etc... pur rispettando sempre, il mio personalissimo stile.

19:33 Scritto da: ligheauno in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: emanuele | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

16/11/2010

Diciassette

 

S T A N Z A 1 7
INCUBO MORTALE

 

Questo è il titolo di un mio racconto humor/Thriller, sotto il link per scaricare il pdf.

Spero vi piaccia come ha divertito me scriverlo.

 

17.pdf

16:25 Scritto da: ligheauno in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mike bravi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

12/10/2010

ADE-SSO AMAMI

ADE-SSO AMAMI
Tra!o dal mito " Ade e Persefone


1: MENTE A MENTA?


<<Mia cara Menta, sei la ninfa più dolce, premurosa e affascinante che abbia mai
conosciuto. Nessun mortale può resistere a tale bellezza, e io anche se immortale
non riesco a non amarti>>
<<Oh grande Ade, Dio degli inferi, questo mi colma il cuore>>
e arrossendo Menta abbassò lo sguardo per poi rialzarlo
<<Sarai pure il Re dell’oltretomba, ma sai amare>>.
<<Si, ci provo, ma non c’è dolore peggiore che le pene del cuore.
Sarò pure immortale, ma non hai idea di quanto ho sofferto>> e lentamente dagli occhi
rossi come lava, gli scese una lacrima azzurra. <<Io ti capisco e per te ci sarò sempre>>
e dolcemente gli asciugò la lacrima, ma... <<Ah! Scotta!>>.
<<Si, mi spiace, ma è così che sono fatto, pelle consumata negli anni, fiamme per capelli
e lava nelle vene. Sono condannato a vivere per l’eternità qui da solo e credimi è un vero
mortorio e non sto scherzando. Sarei felice di trascorrere l’eternità con qualcuno.
Ora però vai, mia dolce Menta, una ninfa profumata come te merita di stare in posti
migliori>>.
<<No, non mandarmi via, io voglio vivere qui con te per sempre, basta che tu mi dica di
rimanere e lo farò>>.
<<No, non meriti questo, non meriti una vita dannata, vai , ma ci rivedremo presto>>
<<A presto mio dolce Ade>> e lei se ne andò.
Subito dopo entrò Ascalafo << Sire, non ho potuto fare a meno di udire la vostra
conversazione, ma sbaglio o voi amate Persefone?>>.
<<Certo, mio sciocco guardiano è semplice strategia, capirai...>>.


2: giocare col fuoco


Intanto in superficie, Persefone, la bellissima figlia di Zeus e Demetra, raccoglieva felice i
fiori nei prati, in compagnia delle sue amiche ninfe, a Nisa, nelle attuali pianure di Enna.
<<Persefone, sono ore che siamo qui, ma non sei stanca di raccogliere fiori>>
<<Stanca?! Amica ninfa?! Tutt’altro, lo farei tutto il dì>>.
Detto questo, dall’Averno, a nuoto spunta Menta.
<<Menta, dove sei stata? Non dirmi che...>>
<<Si, Persefone, sono stata di nuovo da Ade>>
<<Ancora?! Ma ti rendi conto con chi vuoi stare?
Col Dio dell’aldilà! Non puoi fidarti di lui!>>
<<No Persefone, tu non lo conosci...
Per tutti voi è malvagio e bravo solo nel’ architettare piani o trappole, ma in realtà in lui c’è
del buono; lo vedo, lo sento, lo provo e cerco solo di farlo uscire>>.
<<Attenta, stai giocando col fuoco, rischi grosso! Potresti scottarti o peggio morire>>.
<<Dai, Persefone non ci pensare, piuttosto vuoi che ti aiuti con i fiori?>>.
<<Si, grazie>>.
Purtroppo però quando la ninfa raggiunse le altre, Persefone isolata mentre raccoglieva
altri fiori, la terra si spalancò e Persefone venne rapita da Ade.
La madre Demetra era disperata. Per ben nove giorni cercò imperterrita, ma di sua figlia
manco l’ombra, solo il decimo giorno, grazie al Dio Sole seppe che il rapitore era Ade, il
Dio degli inferi. Demetra è sempre stata la dea dell’agricoltura e da sempre procura agli
uomini interi anni di bel tempo e fertilità per le coltivazioni.
Ma adirata per il rapimento della figlia abbandonò l’Olimpo e scatenò una tremenda
carestia in tutta la Terra, affinché questa non offrisse più i suoi frutti ai mortali e agli dei.
Zeus, disperato provò a calmarla, ma erano parole a vuoto.
Mentre nell’Ade <<Allora, mia dolce Persefone ti piace il mio umile regno?>>
<<Beh...Insomma ho visto di meglio. A me piace la natura, il verde, ma qua è tutto secco
e spoglio, adoro il sole e qui regna l’oscurità, amo la vita e qui c’è la morte!>>
<<Chissà, magari col tempo potresti farci l’abitudine>>.
<<Non ci contare>>.
<<Vedremo, mia dolce Persefone>>.
Zeus, invece per porre fine alle carestie, mandò Ermes da suo fratello Ade.
<<Oh, ma che splendida sorpresa, vorrei dire che non me lo aspettavo, ma conosco
troppo bene il mio fratellone, lancia-saette. Se non ti dispiace però parliamo da un’altra
parte; a dopo Persefone... <<A dopo testa calda farab...>>
Allora, sputa il rospo Ermes!>>.
<<Quello che hai fatto, Ade è grave come le sue conseguenze.
Zeus ti ordina di liberare Persefone immediatamente! O non ci saranno più viveri>>
<<Viveri... Vivo? Strani concetti per chi vive quaggiù...>>
<<E’ un ordine!!!>>.
<<Ehi! calmati, ci sento, non sono sordo.
Sarà fatto, la lascerò libera, ma a patto che ella non mangi, in nessun caso il cibo dei
morti>>. <<D’accordo!>> e velocemente il fido messaggero sparì nell’oscurità.
A quel punto entrò Persefone <<Io non voglio stare qui!
E soprattutto non con uno come te!>>.
<<Mia cara Persefone, ci ho ripensato, non sei poi così affascinante come speravo,
quindi sei libera di andare>>.
<<Davvero?! Posso tornare a casa?>>.
<<Certo, sarò pure il Dio dell’oltretomba, ma anche io ho un cuore, vai pure, nessuno ti
ostacolerà o ti nuocerà in alcun modo>>.
<<Bene, addio Ade>>.
<<Aspetta però sbaglio o ti vedo un po’ sciupata?>>.
<<Si, ho lo stomaco che borbotta, sono a digiuno da non so quanto>>.
<<Tieni, accetta questo melograno come segno di scusa per averti rapita>>.
<<Grazie Ade, dopotutto non siete così malvagio come credevo>>.
<<Mia cara, molto spesso le apparenze ingannano>>.
<<Già forse hai ragione, beh addio>>.
<<Addio, dolce Persefone>>.


3: il piano di ade


A metà strada in procinto di mettersi sulla via di Eleusi la dolce giovane mangiò, sotto gli
occhi di Ascalafo pochi grani del melograno.
Così il piano di Ade si era avverato, Persefone aveva mangiato il cibo dei morti e quindi
non poteva più lasciare gli inferi e sarebbe stata con lui per l’eternità.
Quando Demetra scoprì il destino della sua povera figliola, scagliò di nuovo una pesante
carestia. Ancora una volta Zeus si mise d’accordo con Ade, visto che sua figlia Persefone
non aveva mangiato un frutto intero, ma solo pochi semi, sarebbe stata con lui solo il
numero di mesi pari ai semi mangiati.
Ovvero sei mesi con la madre e sei mesi col marito negli inferi.
Così quando Persefone era sulla terra, sua madre era felicissima, così le giornate erano
più calde e solari (primavera-estate). Quando invece era giù nel regno dei morti, sua
madre era in pena così le giornate erano più fredde (autunno-inverno).
Così Persefone per un lungo anno dovette vivere un po’ col l’uno e un po’ con l’altra.
Ma a Ade non bastava: avrebbe voluto che Persefone rimanesse sempre con lui.
Intanto, mentre era con lui negli inferi Persefone si innamorò di Ade perdutamente.
Anche se nel regno dei morti, lui la faceva sentire una regina e soprattutto amata.
Ancora si ricordava i primi tempi quando bisticciavano continuamente.
<<Uffa! Ma che posto orribile!>>.
<<Se è tanto orribile è colpa del tuo caro paparino... Non l’ho chiesta io questa vita, mi è
stata imposta, vivere qui da solo, con i morti. Come fai a vivere nella morte?>>.
Ed era in quel momento che si rese conto che se Ade è quel che è, è anche per colpa di
suo padre e cominciò a provare pena per lui.
Con gioia ricorda anche quando scoprì d’amarlo
<<Persefone, sbaglio o ti avevo detto di spazzare?>>.
<<Senti, sarò pure tua moglie, ma non la tua serva!>>.
<<Quante storie per una spazzata>>.
<<Basta! Non ne posso più Ade! Con tutte le fanciulle di questo mondo proprio me
dovevi rapire?>>.
<<Certamente il mondo è pieno di donne bellissime, ma nessuna ti eguaglia.
E’ così orribile amare una persona al punto da rapirla?>>.
Dopo quella frase Persefone arrossì e si rese conto di amarlo, ma non lo disse subito.
<<Ehm... So di essere bella, quindi le tue lusinghe con me non funzionano>> e
borbottando girò lo sguardo. A quel punto Ade la prese dai fianchi e la guardò negli occhi
<<Davvero Persefone? O ti ostini a negare quello che provi realmente?>>
E lì scattò la scintilla e si diedero il loro primo bacio, caldo come l’Etna e rovente come
lava.


4: addio menta

Un giorno però, Persefone scoprì che quando lei era su con la madre, Menta continuava
ad andare a trovare suo marito. Così un giorno Persefone, nonostante che secondo i patti
avrebbe dovuto rimanere ancora qualche mese con la madre, scese di nascosto negli
inferi, e fece per raggiungere Ade ma lo sentì conversare con la ninfa Menta.
<<Lascia libera Persefone, non si merita una vita come questa. Ammetto che in passato
speravo che un giorno avresti fatto di me la tua regina, ma mi hai solo usata!
Non c’è amore nel tuo cuore>>
Prima che Ade proferisse parola, entrò Persefone.
<<Menta da te non me lo aspettavo, è vero tu lo hai amato prima di me, ma ora è mio
marito, vattene!>>.
<<Tu non capisci. Il suo non è amare, è manipolare!>>.
A quel punto Persefone presa dall’ira prende la ninfa per i capelli e la porta lontana dal
marito. << Tu dici così solo perché me lo vuoi rubare!>>.
<<No, ti sbagli, addirittura era d’accordo con Zeus! Ascoltami!>>
Ma Persefone sempre accecata dalle sue pulsioni gettò Menta nel lago dei morti dove la
vita le venne prosciugata e pian piano morì. Strana ironia per la povera Menta, l’amica
che le diceva di stare lontano da Ade, che era pericoloso, che lui le avrebbe potuto far del
male, l’aveva appena uccisa. Era quasi comico, segno che non devi per forza essere Ade
per avere il cuore avvelenato. Persefone però disperata per quello che aveva fatto corse
in superficie. <<Oh no! Cosa ho fatto?! Padre, madre merito la morte!>>.
Delle nuvole temporalesche si formarono in cielo, fino a diventare Zeus e Demetra.
<<No, figlia mia, avrai la giusta punizione. Ora Ade lo ami giusto?>>
<<Sì, immensamente padre>> <<Bene, allora i mesi che passerai senza di lui per te
saranno un vero inferno, la giusta punizione e non cercare più di scendere negli inferi
prima del tempo>>.
<<No! No! Meglio la morte!>>.
<<Troppo facile, figlia mia, troppo...>> e le nuvole sparirono.
Intanto negli inferi <<Cara Menta, io ti ho usata, nonostante sapessi che il tuo amore era
sincero, per timore che Persefone non mi amasse ho pensato di renderla gelosa, ma non
immaginavo che ti avrebbe uccisa. Ti meriti qualcosa, eri talmente buona con me...>> e
così dalle sue lacrime, nel arido terreno degli inferi, spuntarono tante piantine di menta
profumata. Ade ne raccolse una e la avvicinò al naso.
<<Mia cara Menta, questo profumo intenso quasi mi fa dimenticare il male che ti ho fatto.
Se serve a qualcosa, anche se non ti amo ti porterò sempre nel cuore>>.
Dopo tutto, quello che diceva all’inizio Menta era vero, anche i più malvagi hanno un
cuore. Dal lago infernale dinanzi ad Ade apparve Demetra terribilmente infuriata:
<<Quello che hai fatto a mia figlia è imperdonabile, Ade!
Purtroppo però non posso né nuocerti né riprendermi mia figlia; ormai ti ama.
Quindi l’unica cosa che posso fare è rendere sterile la menta da te creata!>>.
Detto questo sparì.
Ma ad Ade non importava più nulla, finalmente il Re degli inferi aveva la sua regina.
Persefone quindi continuò a vivere un po’ con la madre e un po’ col marito, ma per lei la
vera sofferenza erano i sei mesi senza il suo amato Ade. Il suo calore, il suo appoggio, la
sua comprensione. Mentre la povera madre Demetra continua a stare in pena per la
povera figlia, creando quelle che noi ora definiamo stagioni, ( i mesi in cui la figlia è sulla
terra ne è felice, primavera-estate; quando invece è negli inferi è preoccupata autunnoinverno)
la figlia pazientemente conta i giorni che mancano a tuffarsi dall’Averno in
braccio al suo amore. E qui finisce questa sofferta storia d’amore, che dimostra che
anche la persona più crudele, glaciale,perfida o calcolatrice, può scoprire l’amore, e un
lato dolce e romantico che non pensava di avere.
Questa storia ci dimostra com’è l’amore, qualcosa di forte, doloroso, altre volte disperato
(al punto da rapire l’amata o peggio, uccidere per gelosia), tutto perché l’amore è la
nostra più grande forza, ma allo stesso tempo pure la nostra più enorme debolezza.
Perché ricordate, ciò che si fa per amore è sempre al di la del bene e del male.

15:54 Scritto da: ligheauno in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mike bravi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook